Headline & Editorial
Last Issue: #31 The Journey
Twenty thousand leagues under the sea by Jules Verne (1825-1905). This book is the answer to my thoughts on travel. It certainly anticipated the saga...Read more
I attend a lot of business dinners in a year. Perhaps too many. I have a technique. I smile…
Smiling and nodding towards my left and right companions, I aim not be deeply involved in various conversations.
Usually I find myself with loquacious table companions, and I can also eat.
Only once I flaunted my learning and I addressed a handsome person on my left, speaking about art. I spoke a lot that time and I expressed my opinion and ideas on contemporary art. Unusual indeed.
Smiling, he waited for me to finish and at the end of my rather determined speech he introduced himself. He was the new and not very well known curator of Biennale: the contemporary exhibition of art in Venice. He thought quite the opposite. Now I will never forget his name and I have returned to just smiling at these dinners.
In each paper copy of illywords #28 we inserted a piece of paper (see image) asking you to tell us: Who was your table companion when…? in the comments below. We look forward to your funny, painful, or fascinating stories; the best ones will be highlighted on this blog.
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Vado a molte cene di lavoro durante l’anno. Forse troppe. Ma ho una tecnica, sorrido…
Sorridendo ed annuendo ai miei commensali a sinistra e a destra, sono certa di non essere coinvolta in maniera troppo impegnativa nelle varie conversazioni. Di solito mi ritrovo con compagni di tavola molto loquaci, così posso mangiare.
Solo una volta ho sfoggiato il mio sapere e mi sono rivolta ad una persona elegante alla mia sinistra iniziando a parlare d’arte. Parlai molto quella volta ed espressi anche alcune idee singolari sull’arte contemporanea.
Sorridendo, lui attese che io finissi il mio discorso convinto per presentarsi. Era il nuovo e non ancora ben conosciuto curatore della Biennale di Venezia. Lui la pensava esattamente al contrario di me. Ovviamente non mi dimenticherò mai il suo nome ma… ho ricominciato a sorridere durante le cene.
In ogni copia di illywords #28 troverete un pezzo di carta dove ti chiediamo di dirci “Chi era il tuo vicino a tavola la volta che…” nei commenti. Non vediamo l’ora di leggere le vostre esperienze divertenti, imbarazzanti, o affascinanti; i migliori veranno pubblicati sul blog.
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"Where I am, makes me what I am"
“The time is always right to do the right thing”
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On the pages of illywords, the works of writers, artists and established professionals are the inspiration for the ideas and images of emerging artists, photographers and...
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io quella volta ero di fronte ad un signore che rideva in modo
imbarazzante e qualcuno alla tavola aveva difficoltà a star serio…
[Reply]
C’era questa notte incerta di primavera, Maggio, pioveva da giorni ma quella notte era bella, era tranquilla e brillava di stelle e acqua dei canali. Io tornavo da un viaggio e rincontravo gli amici.
Si cenava un po’ così senza troppe pretese in uno di quei modi che Venezia quando le va, ti lascia fare, lunghe panche e tavoli di legno uno vicino all’altro come in una sagra ma lungo il canale; credo che ci fosse del pesce fritto su della carta marrone, concerto all’aperto e tanto vino. Come spesso succede, tra quelli che vedi sempre perché la città è piccola e quelli con cui cominci a parlare perché sono li vicino, tutto diventa una grande e unica tavolata, una cena collettiva tra semisconosciuti.
Io non ci volevo andare li, ma poi mi hanno convinta, io avevo il mio vestito blu che mi faceva sentire tanto bene e non mi aspettavo nulla.
E poi ho cominciato a guardare quei grandi grandi occhi verdi, già visti di sfuggita più volte tra campi e feste universitarie, e li guardavo che mi guardavano e non so quanto mi importasse in quel momento.
Erano lontani quei grandi occhi ma poi si sono avvicinati e mi hanno cominciato a parlare sempre più vicini e avevano una voce un po’ insicura ma un po’ arrogante. Dopo poco, come vuole la procedura non ci interessava più molto di quello che ci stava attorno, io mi ricordo tanta tanta luce tutta in un punto.
Siamo andati via senza salutare nessuno o quasi con i nostri bicchieri in mano e una mezza caraffa di rosso in tasca, abbiamo scalato i palazzi della città, abbiamo deciso che avremmo dovuto prendere un aereo, abbiamo sentito il profumo delle cose che ci stavano aspettando.
[Reply]
Check out the video response to this question from David Graves! http://www.youtube.com/watch?v=gYEL5vv0z7E
[Reply]